La “soppressione” temporanea dell’Ordine e le conseguenze odierne.
 

Oggi esistono alcuni gruppi di persone che si identificano a vario titolo con gli antichi Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme.

Purtroppo molti di questi gruppi sono nati senza conoscere la storia degli ultimi anni e delle vicissitudini della Milizia del Tempio di Gerusalemme (come chiamata da Papa Clemente V° nella Bolla “Vox in eccelso”).

 

Questa ignoranza ha fatto sì che molte persone, in buona fede, siano incappati nella scomunica.

 

Ci riferiamo a tutti coloro che, investiti cavalieri, indossano il bianco mantello con la “Croce patente” ed usano l’antico simbolo concesso  il 27 aprile 1147 da Papa Eugenio III° all’Ordine.

 

L’atto di Chinon, che dichiara i Templari non prosciolti bensì assolti, era presupposto necessario alla riforma dell’Ordine ma rimase lettera morta. La monarchia francese reagì innescando un vero meccanismo di ricatto che costringerà in seguito Clemente V° all’ambiguo compromesso sancito nel 1312 durante il Concilio di Vienne: non potendo opporsi alla volontà del re di Francia Filippo il Bello che imponeva l’eliminazione dei Templari, il papa rimosse l’ordine dalla realtà del tempo senza condannarlo né abolirlo, ma piuttosto isolandolo in una specie di “ibernazione” grazie ad un abile artificio del diritto canonico. Dopo aver dichiarato espressamente che il processo non aveva provato l’accusa di eresia, Clemente V° sospenderà l’ordine dei Templari in via di una sentenza non definitiva dettata dalla superiore necessità di evitare un grave pericolo alla Chiesa, con divieto sotto pena di scomunica di continuare ad usarne il nome ed i segni distintivi.

 

Di seguito riportiamo il passo della Bolla “Vox in eccelso” stilata a Vienne il 22 marzo 1312 che riguarda la “soppressione” non definitiva dell’Ordine:

«Anche in altri casi, pur senza colpa dei frati, la chiesa romana qualche volta ha soppresso ordini di importanza assai maggiore per motivi senza paragone più modesti di quelli accennati, pertanto con amarezza e dolore, non con sentenza definitiva, ma con provvedimento apostolico, noi, con l'approvazione del santo concilio, sopprimiamo l'ordine dei Templari, la sua regola, il suo abito e il suo nome, con decreto assoluto, perenne, proibendolo per sempre, e vietando severamente che qualcuno, in seguito, entri in esso, ne assuma l'abito, lo porti, e intenda comportarsi da Templare.

Se poi qualcuno facesse diversamente, incorra la sentenza di scomunica ipso facto.»

Ed è per questo che le confraternite più aderenti alla realtà dell’Ordine, hanno adottato, invece che la “Croce Patente” la “Croce Patriarcale”, la croce che fregiò i mantelli dei primi Cavalieri Templari.