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Soppressione
dell'Ordine del Tempio
Il
30 dicembre 1308, quando la questione dei Templari era già stata sollevata in
Francia da oltre un anno, il Papa ordinò a re Dionigi del Portogallo di far
arrestare i Templari nella sua giurisdizione. Una commissione d'inchiesta venne
creata nel paese, presieduta dal vescovo di Lisbona e formata inoltre dal padre
superiore dell'ordine dei Francescani e da un giurista, João de Luis. 28
cavalieri templari vennero interrogati, assieme ad altri sei testimoni. Per
evitare che i beni dei Templari cadessero in altre mani, il re ne ordinò la
confisca nel mese di gennaio 1310, fintanto che la Chiesa non avesse deliberato
in via ufficiale in merito all'Ordine incriminato. L'inchiesta condotta in
Portogallo, senza il ricorso alla tortura, non denotò niente di condannabile
contro l'Ordine dei Templari o i suoi membri; un concilio provinciale riunito
poco dopo per decidere in merito alle eventuali azioni da intraprendere giunse
alle stesse conclusioni.
Creazione
dell'Ordine di Cristo
Re
Dionigi era preoccupato per le voci secondo cui il Papa avrebbe avuto intenzione
di concedere i beni dei Templari a beneficio dell'Ordine degli Ospitalieri.
Questi ultimi avevano già numerosi possedimenti sulla riva sud del Tago.
Quindi, concedere loro il patrimonio templare sulla riva nord dello stesso fiume
avrebbe significato una tale densità d'insediamento di questo Ordine in una
zona decisamente strategica che probabilmente avrebbe potuto
"adombrare" l'autorità reale. In seguito ad alcune trattative, il re
ottenne nel 1319 che il patrimonio dei Templari passasse a un nuovo ordine,
completamente di origine portoghese.
La
bolla Ad ea ex
quibus, accordata dal Papa avignonese
Giovanni XXII il 14 marzo 1319, proclamò in primo luogo la nascita del nuovo
ordine designato con il nome di "Ordine dei cavalieri di Cristo" (in
portoghese, Ordem
de Cavalaria de N. S. Jesus Cristo),
istituendo inoltre la fortezza di Castro Marim, situata all'estremo sud-est del
paese, sulla foce del Guadiana, come casa "capitana". Essa impose la
regola di Calatrava alla nuova confraternita e nominò suo capo Dom Gil Martins,
ex Maestro dell'Ordine di Avis, e trasferì tutti i beni e i diritti attribuiti
ai Templari alla nuova milizia, ponendola tuttavia sotto l'eminente autorità
dell'abate cistercense del monastero di Alcobaça, della diocesi di Lisbona.
L'abate si vide quindi conferire il diritto di visita e correzione su tutte le
case dell'Ordine di Cristo. Ogni Maestro dell'Ordine doveva quindi prestare
giuramento di fedeltà all'abate, rappresentante del sovrano pontefice. Infine,
la bolla prevedeva che, in caso di vacanza di potere, una persona (con funzione
al tempo stesso militare e religiosa) espressamente aderente al nuovo ordine
dovesse essere scelta come Maestro. Sfortunatamente, nel secolo successivo,
questo sistema di protezione non poté resistere alla cupidigia dei sovrani
portoghesi, fortemente attratti dalle grandi ricchezze dell'Ordine.
L'Ordine
di Cristo, ovvero la ricomparsa dell'Ordine del Tempio
Gli
storici ritengono che l'Ordine di Cristo sia stato il principale punto di
rifugio dei Templari sfuggiti al grande arresto del 13 ottobre
1307 in
Francia; il nuovo ordine portoghese avrebbe quindi rappresentato l'unico (?)
modo per l'Ordine del Tempio di non scomparire completamente. La maggior parte
dei cavalieri templari arrivarono in Portogallo via mare, poiché una parte
della flotta dei Templari, che era stata lasciata a La Rochelle per evitarne la
requisizione, sbarcò nel porto di Serra d'El Rei, un baluardo portuale eretto
da Gualdim Pais (oggi scomparso). L'Ordine di Cristo ereditò quindi le
conoscenze dei Templari anche in materia di costruzione e navigazione marittima.
Tali conoscenze vennero utilizzate un secolo dopo dall'Infante Enrico il
Navigatore, governatore dell'Ordine di Cristo, per mettere a punto la sua famosa
caravella, le cui vele sfoggiavano con fierezza la croce dei Templari, e più
tardi ancora da Cristoforo Colombo, genero di un Cavaliere dell'Ordine di
Cristo.
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