I Templari e l'Etiopia

L'Arca dell'Alleanza

La lettura che segue riflette la posizione ufficiale della Chiesa Ortodossa Tewahedo d'Etiopia riguardo al ruolo biblico dell'Arca dell'Alleanza ed alla sua dimora attuale in Axum. Ogni Chiesa in Etiopia, per essere consacrata, possiede una copia dell'Arca dell'Alleanza originariamente costruita da Mosé secondo le istruzioni del Signore Adonay. La Chiesa afferma che "nessuna liturgia può essere condotta in una chiesa in cui l'Arca è assente e che non può dunque definirsi una chiesa". L'articolo è un estratto dal capitolo 10 del libro "The Ethiopian Orthodox Tewahedo Church faith, order of worship and ecumenical relations" (Tensae publishing, Addis Abeba 1996).

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L'Arca dell'Alleanza (Tabot) è la depositaria delle Sante Tavole (Tsilat) sulle quali vennero scritti i Dieci Comandamenti ed affidati da Dio a Mosé sul monte Sinai. Nella nostra Chiesa, il Tsilat è chiamato Arca (Tabot). Ciò indica le Sante Tavole contenute nell'Arca. L'Arca è un mezzo per la manifestazione di Dio. Ci inchiniamo e preghiamo davanti all'Arca perché il nome di Dio ed i Dieci Comandamenti sono incisi su di essa e Dio manifesta, mediante essa, la sua misericordia (Esodo 25, 20-25).

Il Tabot non venne abbandonato dopo l'epoca dell'Antico Testamento. Poiché l'Arca dell'Alleanza era stata portata in Etiopia, il nostro Paese aveva accettato l'Antico Testamento molto prima della Cristianità e praticava il culto di Dio. La Chiesa Ortodossa Tewahedo Etiopica ha accettato e preservato l'Antico Testamento e le consuetudini contenute al suo interno. Come il Signore disse nel Vangelo: "Non pensate che Io sia venuto per abolire la Legge ed i profeti; non sono venuto ad abolire, ma a portare a compimento. In verità vi dico, finché il cielo e la terra non passeranno, neanche la più piccola lettera, neppure un segno scomparirà dalla Legge sino a che tutto non sia portato a compimento. Chiunque infranga il minore di questi comandamenti ed insegna ad altri a fare altrettanto, sarà detto misero nel Regno dei Cieli; ma chiunque mette in pratica ed insegna questi comandamenti sarà detto grande nel Regno dei Cieli" (Matteo 5, 17-19). In accordo a questo insegnamento, uno degli elementi tratti dall'Antico Testamento che la Chiesa mette in pratica è l'Arca (Tabot), che ha il nome di Dio inciso su di essa. L'Arca è il mezzo mediante il quale viene preservata l'alleanza stipulata tra Dio e l'uomo. L'antica Chiesa Tewahedo Etiopica combina ed utilizza la tradizione dell'Antico così come del Nuovo Testamento, in uno spirito cristiano. Numerosi miracoli sono stati compiuti per gli Israeliti, sia quando intraprendevano un viaggio che quando rimanevano nelle proprie dimore, avendo essi con sé l'Arca dell'Alleanza. Uscirono vittoriosi da ogni battaglia durante la quale avevano portato con sé l'Arca. Quando peccarono, furono sconfitti a motivo del fatto che la grazia di Dio non era con loro (I Samuele 4,6; II Samuele 6). Nel Nuovo Testamento, nella nostra Chiesa, l'Arca è utilizzata per la venerazione di Dio e per l'offerta della carne e del sangue di Cristo, che è il vero diluvio. E' per questa ragione che ci inchiniamo davanti ad essa e la onoriamo. San Paolo, nella II lettera ai Corinzi 6, 15-16, insegna: "Quale armonia può esservi tra Cristo e Belial? Cosa ha a che vedere un credente con un non credente? Quale accordo vi è tra l'Arca dell'Alleanza del Signore e gli idoli?". Inoltre, Giovanni l'Evangelista afferma in Rivelazione (Apocalisse) 11,19: "Allora il Tempio di Dio nei cieli fu aperto, ed al suo interno apparve l'Arca dell'Alleanza". La Chiesa Ortodossa Tewahedo Etiopica, di conseguenza, rende onore all'Arca dell'Alleanza e ne porta la testimonianza pubblicamente ed apertamente in nome di Dio. L'Arca (Tabot) è, per la nostra Chiesa, la principale manifestazione della sua fede e del suo ordinamento. Le arche (NDR:copie dell'originale) vengono costruite nel nome della Trinità, della Vergine Maria, dei Santi, degli Angeli, dei Profeti, degli Apostoli, dei Giusti e dei Martiri. Se un'Arca cade in mani indecorose, viene nuovamente consacrata mediante la preghiera e la benedizione di un vescovo, ed è unta con l'olio sacro (crisma sacramentale).