![]() |
|
|
Una
misteriosa missione dei Templari in Etiopia durante la settima crociata? Il
Deserto di Moab è la regione giordana prospiciente il Mar Morto, un
crocevia obbligato tra l'Arabia Petrea, il deserto del Neghev e la
Palestina, attraversato dall'antica "Strada Reale" tramite la
quale le carovane raggiungevano lo Yemen e l'Etiopia. Per
questo all'epoca delle crociate furono costruite diverse fortezze per
controllare questi traffici. Alcuni
documenti confermano questi contatti. Nel
1177 alcuni monarchi europei La
soluzione del mistero è forse contenuta nella storia di questo piccolo
regno etiopico. Nel
1160 11 principe Harbay, della dinastia Zagwa, aveva spodestato il
fratellastro Lalibela (1140-1211) avvelenandolo. Per tre giorni il giovane
restò tra la vita e la morte. Al
risveglio raccontò di essere stato trasportato dagli angeli in visita ai
tre livelli del Cielo dove l'Onnipotente gli promise che avrebbe riavuto
il trono e la sua città. Lalibela
si rifugiò a Gerusalemme dove restò per venticinque anni allacciando
alleanze con i crociati, in special modo i Templari, gli unici cristiani
che in nome della fede comune lo avrebbero aiutato materialmente a
riconquistare il suo regno. La leggendaria lettera del "prete
Gianni" era quindi un messaggio di Harbay venuto a conoscenza delle
trame del fratello. La
questione del "prete Gianni" nasceva da un equivoco di
traduzione, probabilmente Harbay si firmava con l'appellativo di "Abunajan". I
re etiopi erano anche sacerdoti ('Abuna") mentre più semplicemente
"Jan" che significava "Re" era il termine derivato dal
manto di porpora detto "Janus" che ricopriva le spalle dei
monarchi Zagwa . Da
qui la deformazione in "Prete Gianni" del maldestro traduttore
europeo digiuno di protocollo africano! Lalibela
era un "miracolo cifricano": Il re fece scavare montagne,
traforare colline, fece separare i versanti di Il
gesuita Francisco Alvàrez che per primo visitò questo regno di
roccia,giurò strabiliato che tutto quanto aveva visto "..è verità,
e c'è molto di più di quanto io abbia scritto..."Lalibela dette il
suo nome alla città di Roha trasformandola in una "Nuova
Gerusalemme" sempre pronta ad accogliere delegazioni cristiane e
copte. Si
suppone che al progetto di costruzione delle opere di ristrutturazione
della città e delle chiese contribuirono alcuni cavalieri cristiani, gli
stessi che a Gerusalemme avevano sostenuto il principe detronizzato. Il
geografo armeno Abu Saltn, vissuto nel XIII secolo, conferma che a
Lalibela arrivarono uomini"di carnagione bianca e rossa, con Se
fosse vero si spiegherebbe la presenza in Etiopia di testi esseni quali il
misterioso "Libro di Enoch" una copia del quale fu scoperto
nelle grotte di Qumran. Citato
spesso da alcuni padri della Chiesa, di questo libro s'erano perdute le
tracce e soltanto nel XVIII secolo due copie furono scoperte e trafugate
in Etiopia dall'esploratore james Bruce! Non si spiega inoltre come giunse
in Etiopia il "Llbro dei Miracoli di Maria" una collezione di
racconti nati in Francia tra il 1237 ed il 1289. Nelle
chiese etiopiche esistevano altri testi esseni tradotti in lingua locale,
l'aramaico, come il "Libro dei Giubilei", "L'Ascensione di
Isaia" Un
episodio in particolare della storia delle crociate sembra confermare
l'alleanza tra i Templari e Lalibela. La
strada per il Golfo d'Aqaba diventò la sola via di fuga per le
guarnigioni crociate meridionali. Rinaldo
di Chatillon, signore d'Antiochia, nel XII secolo aveva fitto costruire
nei pressi del suo castello di Kerak una lotta che fece trascinare poi per
In
effetti, nel 129 un nuovo esercito crociato sbarcò in Egitto con la
speranza che dai regni cristiani dell'Etiopia sarebbero giunti rinforzi. Quando
i Franchi assediarono Damietta sul Delta del Nilo, i sultani del Cairo e
di Damasco offrirono ai crociati una pace di trent'anni e la restituzione
del regno di Gerusalemme, ad eccezione delle fortezze di Kerak e Montréal.
I
Per
quale motivo l'Arabia Petrea e la Transgiordania erano così importanti
per Templari ed Ospitalieri? Ancora una volta emerge l'importanza di
questo arido territorio tra il Deserto di Giuda ed il Deserto di Moab. L'ipotesi
è affascinante. Molto
probabilmente i Templari che controllavano il Mar Morto erano a conoscenza
dei tesori in papiri e pergamene riscoperti il secolo scorso da queste
parti. Forse
furono loro a trovarli per primi e speravano quindi di recuperarli. Se
quest'ipotesi fosse confermata, alcuni misteri di Qumran sarebbero
spiegati. Sapremmo finalmente chi diffuse l'esoterismo esseno e perché, a
mille anni dalle eresie che divisero i primi cristiani, nuove guerre di
religione tornarono ad insanguinare l'Europa del XIII secolo.
|