La Fondazione

Constitutiones
Tempèlariorum
Taliter
Condite

(Lettera a San Bernardo di Chiaravalle a firma di Baldovino II°  Re di Gerusalemme)

 

Della istituzione

L'Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme (Supremus Militaris Templi Hierosolymitano Ordo) è una istituzione mondiale elettiva e non ereditaria secondo i principi iniziali dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone (Paupers Commilitiones Christi Templique Salomonici). Ebbe inizio nei Luoghi Santi quale una nuova istituzione atta ad incorporare la Religione e la Milizia: "Divina, ut credimus, Previdentia a vobis in sanctis locis sumpsit exordium hoc genus novum Religionis: ut didelicit Religioni Militiam admisceretis".

 La nascita dell'Ordine è legata a Gerusalemme ed al Tempio di Salomone allorquando nell'anno 1118 uomini religiosi, devoti e fedeli a Dio: "eodem anno1118, quidam nobis Viri de Equestri Ordine, Deo Devoti, religiosi et timentes Deum,...... in castitate et obedientia, sine proprio, volle perpetuo vivere professi sunt. Inter quos primi et praecipui fuerunt, viri venerabilis, Hugo de Paganis et Gaufredus de Sancto Aldomaro."

La Cavalleria Templare si distingue dalla Cavalleria cui Tacito scrive nel "De origine, situ, moribus Germanorum", nonchè dalla cavalleria dell'XI secolo e si colloca in un tipo particolare di cavalleria "sine proprio" si serve delle armi per una causa Santa, per battersi contro gli infedeli per la salvezza della propria anima: "devono combattere" per dirla con Sant'Agostino, in "Bellum justum" intendendo l'uso delle armi contro gli infedeli un'opera di giustizia.

Il carattere religioso dell'Ordine dei Cavalieri templari fu confermato dalla Santa Romana Chiesa con l'approvazione della Regola (Regula Pauperum Commilitonum Christi, Templique Salomonici), nel Concilio di Troyes (Francia) riunitosi il 13 Gennaio 1128 su convocazione del Papa Onorio II secondo i dettami di San Bernardo di Chiaravalle, il quale non potendo soccorrere la cristianità con la lancia, incoraggiò i Cavalieri del tempio con la parola: "quis lanceam non liceret, stilum vibrarem; asserens vobis non parum fore adiuterii, si quos armis non pessum, litteris animarem".

Nel corso di 174 anni la presenza Templare in Terra Santa fu stanziale, non mancarono episodi di valore, non mancarono lodi tessute nei loro confronti da parte di Pontefici e Sovrani per le benemerenze acquisite sia in tempo di guerra che di tregua. Segnarono una pagina di storia aperta col loro volontariato, certo non mancarono le critiche, gli episodi penosi, le dissidenze, le invidie ed ogni forma umana di cattiveria prodotta da quei sentimenti che albergano nelle menti allorquando è l'interesse in gioco. E' penoso, il dover affermare che anche la Chiesa coi Suoi Vescovi non fu esente da tali sentimenti e sprizzò veleno, così come Federico II si adombrò per la loro mancata presenza alla Sua incoronazione a Re di Gerusalemme.

Sono questi episodi superati, la tragedia avvenne con il trasferimento della Sede Magistrale a Parigi, allorquando il Re Filippo IV detto "il Bello" si rese conto della potenza economica dell'Ordine e coinvolse nel suo piano di spogliazione il primo Pontefice francese Clemente V al secolo Bertrand de Got, spogliazione che non fu indolore ma si trasformò in tragedia non già a difesa di un patrimonio, ma per le infamie morali e fisiche prodotte a danno dei Cavalieri imprigionati ed inermi di fronte a tanta nequizia.

Sono pietose pagine di storia sulle quali è bene stendere un velo, ma ovviamente se un velo deve essere steso questo deve essere paritetico, deve valere per tutte le parti, non già dove questo fa comodo.

Avendo volutamente steso un velo su tragici avvenimenti sui quali la storia si è ampiamente pronunciata in conseguenza delle Bolle del 3 aprile 1312 "Vox in Excelsis" e "Ad Providam" del 2 Maggio 1312 emanate da Clemente V, l'Ordine dei Templari ha cessato di essere una "religione" e cioè una istituzione religiosa nello stretto senso, ed essendo passato il periodo crociato, visto che sotto il cielo c'è un momento adatto ad ogni cosa, l'Ordine cessò di essere un corpo combattente per prepararsi ad un nuovo tempo di edificazione e di pace, pace derivante dell'incontro di valori universali dove la libertà interiore è inviolabile.

Un cammino di pace attraverso un processo di evoluzione morale, spirituale, mentale e fisica acchè tutti gli uomini divengano e si sentano fratelli, creati da Dio a sua immagine e somiglianza e si ponga fine ad ogni discriminizzazione ad ogni oppressione e prevalga la giustizia naturale attraverso quella presa di coscienza, espressione di giustizia nella quale nessuna organizzazione eserciti e pretenda di esercitare un controllo totale della società.

Libertà di pensiero, sviluppo culturale e sociale a misura d'uomo per la realizzazione dell'uomo "amico e fratello" di ogni altro suo simile, perchè prenda corpo dopo millenni di presenza umana sulla terra la fine di iniquità e l'intelletto umano sia volto al bene, al perfezionamento delle coscienze frutto di una maturazione interiore non virtù dogmatica ma quale presa di coscienza, di civismo e di saggezza.

 La fine delle sopraffazioni, degli egoismi, del personalismo la fine della corsa e la rincorsa del potere, e dell'essere superiore all'altro che rendono l'uomo meschino. Le piccole e grandi "poltroncine" traviano, come l'uso imperativo del "io sono" non si rapporta col valore della stima e delle capacità, così come la rincorsa, a tutti i costi, della ricchezza, dell'avere, non sempre si configurano con l'onesto lavoro e la professionalità, ma molto spesso fanno dell'uomo un operatore di iniquità, uno strumento del male ed un triste esempio per le giovani leve alle quali i padri non hanno saputo insegnare il valore della vita.

Nel passato i Cavalieri Templari furono rei di aver saputo oculatamente gestire e costruire proprietà e castelli, rei di aver dispensato benessere, rei di seguire e guardare ad una confederazione di Stati in antagonismo col nazionalismo conquistatore che albeggiava, rei di aver compreso come fra le tre religioni monoteistiche doveva esserci un incontro di pace, incontro che oggi deve essere inteso per tutte le nuove conoscenze cui attraverso i secoli l'uomo è approdato.

Questa la dottrina Templare di ieri e di oggi, questa la regola, questa la volontà di riscatto, questa la ricerca per l'uomo nuovo ed al tempo stesso richiamo a conservare l'antica saggezza ispirata a quella tradizione arcaica che sviluppò la mente dell'individuo facendone il costruttore di civiltà , di sviluppo sociale e culturale, facendogli comprendere come sotto la volta celeste esiste e può esistere tutto il bene e tutto il male del mondo e ricordandogli che sopra di lui c'è Dio, il Dio universale, giudice unico, Signore unico di tutto l'Universo.

Questi i Cavalieri Templari oggi: "Non case, non castelli, non feudi ne volontà di rivincita ma Cavalieri di un fede aperta, una fede profonda, libera e perenne, una fede che non volge gli occhi a Dio solo nel momento del bisogno, ma sempre. Una fede che ha per altare il cielo e la nuda terra in rappresentanza della polvere, quella polvere a cui tutti ritorneremo, ricchi e poveri laici e religiosi, potenti e miseri, bianchi e neri, gialli e rossi, senza alcuna distinzione.

Un Tempio di cristallo dove tutto è trasparente ed adamantino, dove la luce illumina e da calore, dove la mente ed il cuore sono un tutt'uno, dove il bene ed il male si annullano in una equazione sotto il segno della Croce, quella Croce che è stata e sarà sempre corredo natale di ogni essere vivente. Quella Croce che ancor oggi è il corredo nataledi ogni uomo. Anche questo è il distinguo Templari oggi!"

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da Gloria.