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Il filo rosso dei Templari |
Le origini e le obbedienze Templari |
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I
Cavalieri Templari ebbero fortissimi sostenitori in Bernardo da
Chiaravalle - autore della riforma cistercense il quale venne dichiarato
Santo I
suoi accoliti dovevano rispettare le regole di ogni monaco: povertà e
castità, osservanza dei precetti religiosi, preghiera ma, per il resto,
erano liberi dalle restrizioni e dagli obblighi imposti agli altri Ordini
religiosi. Essendo
un Ordine di Monaci Guerrieri non potevano essere obbligati a vivere in
convento. Potevano girare armati e viaggiare. Nominalmente
erano soggetti alla Chiesa ma la loro obbedienza andava prima di tutto al
Maestro e il loro operato, che sulla carta contemplava la difesa della
cristianità dal pericolo islamico e la difesa dei pellegrini che si
recavano in pellegrinaggio in Terrasanta. |
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I codici d’onore dell'Ordine. |
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La
prova che i Templari seguivano un codice d’onore tutto loro si
ebbe più volte, specialmente in occasione dello sterminio dei Catari, una
setta cristiana considerata eretica. I
Templari, non solo si rifiutarono di obbedire all’ordine del Papa di
ucciderli ma, addirittura, diedero loro rifugio nelle loro fortezze,
combattendo per proteggerli e arrivando ad accettarne molti fra le loro
fila per salvarli da morte certa. In
quell’occasione, come in altre, simili ma meno eclatanti, i Templari
opposero alle accuse che venivano loro rivolte, il senso stesso della loro
esistenza: difendere la Chiesa dagli infedeli e non alzare la mano contro
i fratelli cristiani i quali restavano tali, per loro, anche se
scomunicati e dichiarati eretici. Ben presto, poi, l’Ordine dei
Templari, divenne molto potente economicamente ed anche politicamente. I
motivi erano diversi. Prima di tutto la loro ricchezza, continuamente
accresciuta dalle donazioni che venivano loro fatte dalla Chiesa per i
servizi resi in Terrasanta e dai componenti delle famiglie nobili che
entravano nell’Ordine. In
secondo luogo, il fatto che queste donazioni erano accompagnate dal
diritto di riscuotere le tasse e dalla dispensa di pagarle essi stessi al
sovrano. In breve tempo, specialmente in Francia dove avevano le loro sedi
più importanti, i Templari divennero un regno nel regno. Le
loro sedi e ciò che vi avveniva erano totalmente fuori da qualunque
controllo. A
questo si aggiunga quale inquietudine dovessero provocare questi barbuti,
e apparentemente rozzi, monaci armati, con la loro tracotanza, lo sprezzo
del pericolo, la loro mentalità più da soldati che da pii servi del
Signore, i quali non disdegnavano di passare il loro tempo in allenamenti
di combattimanto, od impegnati in qualche torneo d’armi. Erano,
come si può capire, anche una potenza militare inquietante. Solo
la Chiesa aveva una qualche autorità su di loro, autorità che, peraltro,
fu assai poco esercitata per quasi 2 secoli. |
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I
Templari tra noi. |
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Nel
1099, dopo la presa di Gerusalemme, Goffredo Di Buglione fondò l’Ordine
dei Cavalieri di Nostra Signora di Sion. Sembra che fu l’Ordine di Sion
a volere la costituzione dell’Ordine dei Templari dal quale parve
prendere le distanze, con una scissione, nel 1188, adottando il nome di
Priorato di Sion. Ma
la cosa è controversa e alcuni storici si dicono convinti che l’Ordine
di Sion fosse l’anima segreta dei Templari e riunisse i veri capi
Templari; insomma, un’ Ordine segretissimo che costituiva il vero
vertice Templare. In
un periodo relativamente breve i Templari divennero una potenza economica.
Donazioni di terre da parte della Chiesa per i servizi resi in Terrasanta,
e da parte delle Case nobili che aderivano alla loro causa, il diritto di
riscuotere tributi, unitamente alla dispensa dal pagare le tasse ai
sovrani delle terre dove avevano le loro sedi, li resero ricchi e
politicamente influenti, come nessun Ordine religioso era mai stato. Senza
contare che stiamo parlando non di miti monaci vestiti di sacco ma di
uomini d’arme, duri, spietati, avvezzi alle battaglie, alle scomodità,
così come erano più che a loro agio nell’ozio e nel benessere, che
venivano educati a non temere nulla e nessuno e ad affrontare i pericoli
nel supremo disprezzo della morte. Inoltre,
anche se nel documento ufficiale uscito dal Concilio di Troyes si faceva
divieto di accettare nell’Ordine persone la cui Fede non fosse più che
provata, i Templari accettavano fra loro chiunque, senza pretendere di
sapere nulla del passato o della Fede professata, purché si facesse
giuramento di rispettare le apparenze formali e gli imperativi
cavallereschi propri dell’Ordine. Insomma,
i Templari furono una specie di Legione Straniera ante litteram, nella
quale confluirono transfughi di sette dichiarate eretiche, uomini in fuga
dalla Giustizia della Chiesa e del regno, personaggi la cui vita era
appesa ad un filo e non avevano, quindi, nulla da perdere. Proviamo
ad immaginarceli, questi Templari: barbuti, come la regola gli consentiva,
imponenti nella loro veste bianca sopra la cotta di maglia metallica,
cinti da un cinturone di cuoio dal quale pendeva un minaccioso spadone e
le esotiche armi strappate in battaglia agli infedeli. Un
ampio mantello bianco sul quale campeggiava la rossa croce patentata
completava l’abbigliamento di individui spesso tracotanti, il cui
passatempo favorito, se non c’erano infedeli da uccidere, erano i duelli
ed i combattimenti. Personaggi inquietanti, certo, sicuri com’erano dei
loro privilegi e della loro intoccabilità. Ma
più inquietanti degli uomini di truppa dovevano apparire, per contrasto,
i loro Maestri e i Superiori che rivelavano una cultura ed una
sottigliezza che mal si appaiavano con l’apparente rozzezza fin troppo
esibita. Arrivò
il momento in cui la loro stessa potenza portò i Templari alla rovina. Accusati
di eresia una parte di loro furono arrestati. Il
13 ottobre 1307, seguendo un piano concepito da Nogaret, consigliere del
Re, Filippo il Bello, da un capo all’altro della Francia, nella stessa
ora, presunti ispettori reali, con il pretesto di un’ispezione fiscale,
si introdussero nelle sedi dell’Ordine e arrestarono i Cavalieri che vi
trovarono con i loro Maestri. Tutti
si lasciarono arrestare senza opporre resistenza e senza nemmeno una
protesta. Come
mai? Si
dice che da tempo i Templari fossero stati avvertiti di ciò che si
tramava ai loro danni e che, da tempo, avessero messo in salvo i loro
tesori, i loro segreti e gli uomini che davvero contavano per la
continuazione della loro opera.
I
processi loro intentati, allo scopo di rendere credibile l’accusa di
eresia, crearono più misteri di quanti ne svelassero. Essi
si trascinarono per anni e dalle cronache dell’epoca si capisce che
durante tutti gli anni durante i quali i Templari arrestati rimasero nelle
mani degli inquisitori, si portarono avanti pressioni, trattative,
alternate a torture e blandizie, per ottenere da loro che svelassero i
loro misteri, indicassero i nascondigli dei tesori ed, insomma, cedessero
tutti i segreti della loro potenza. Il
18 marzo 1314, fu bruciato sul rogo l’ultimo Maestro dell’Ordine,
Jacques De Molay. Dopo
anni di detenzione e torture, Jacques De Molay morì senza aver svelato i
misteri di cui gli si chiedeva conto, ma lasciando capire che un grande
segreto c’era. Egli
ebbe a gridare ai suoi inquisitori: “Vorrei
dirvi alcune cose, se non foste le persone che siete e se foste
autorizzati a sentirle!” . Ma
quali erano questi segreti? Si
credeva che i Templari possedessero il Santo Graal, simbolo della
conoscenza il quale avrebbe permesso, a chi conoscesse i giusti rituali,
di entrare in contatto con l’Energia Universale, facendo sì che il
destino del mondo e la potenza per governarlo fossero nelle sue mani. Filippo
il Bello, Re di Francia, era sicuramente al corrente di quanto si diceva a
proposito del Santo Graal e, certo, oltre a volersi impadronire delle
ricchezze dell’Ordine e smantellarne la potenza, sperava di entrare in
possesso del segreto per governare il mondo. Dove
fossero questi tesori, quali fossero i loro segreti e in cosa consistesse
la loro opera, i Templari arrestati non lo svelarono mai. Jacques
De Molay si scherniva dalle domande dei giudici protestandosi illetterato. Un
altro Templare, Geoffroy De Gonnoville, si disse incapace di difendere
l’Ordine a causa della propria ignoranza. Un testimone autorevole,
Radulphe De Praellis, chiamato dagli inquisitori nel 1309, disse che un
Cavaliere gli aveva svelato che, nell’Ordine, vi era un tale segreto e
di tale portata che avrebbe preferito perdere Dai
Templari inquisiti non si poté sapere nulla e, quando nel 1314 gli ultimi
di loro furono bruciati come eretici, dai loro roghi si levò una
profezia: coloro che ne avevano decretato la rovina sarebbero morti ben
presto anch’essi! Infatti,
nell’arco di un anno morirono Filippo il Bello, il suo consigliere
Nogaret Dei
Templari si è detto di tutto e di più, anche che fossero esperti
alchimisti in possesso del segreto per trasmutare la materia. Dall’epoca
dello scioglimento dell’Ordine ad oggi, sono nate numerose sette
iniziatiche, riconducibili ai Templari, dai Rosacroce all’attuale Rito
Scozzese Antico ed Accettato. Si
riscontrano tracce del templarismo nella massoneria e nell’Ordine dei
Cavalieri Teutonici, via via fino alle sette segrete nate in Germania,
alle quali erano affiliati Hitler e i suoi seguaci. L’istituzione
di un Mondo Nuovo, un nuovo ordine nell’universo, il potere assoluto sul
destino, questo è il filo conduttore che, travalicando i secoli, sembra
essere, ancora oggi, lo scopo di queste sette che, tutte, rincorrono ciò
che i Templari sembrava avessero: il Santo Graal. Uno
dei grandi scopi che, dalle ricostruzioni degli storici, sembra fossero
perseguiti dai Templari, pare fosse stata la distruzione, attraverso
grandi sconvolgimenti politici e finanziari, degli apparati di potere
riconosciuti a favore della costituzione di una Federazione di Stati
europei, destinata a stringere vincoli di fratellanza con gli altri popoli
del Mediterraneo e se così fosse si potrebbe affermare che i Maestri,
entrati in clandestinità tanti secoli fa, abbiano quasi raggiunto il loro
scopo in Europa, ma che progetti avranno elaborato, nel frattempo, per il
mondo intero? Le
ipotesi sono tante e tutte inquietanti poiché fra le tante leggende
legate ai Templari, quella che affonda le sue radici più tenacemente
nelle credenze e nel tempo è quella di Agharti, mitico regno sotterraneo,
al quale i Templari, si diceva, avessero accesso e del quale sembra
facessero parte. Da
Agharti si dipanava, e si dipanerebbero ancora oggi, le mille trame che si
tessono da millenni per dirigere i destini dell’umanità ed i Templari
sarebbero ancora oggi, nelle persone dei discendenti dei loro veri Maestri
scampati alle persecuzioni di Filippo il Bello, registi occulti della
Storia nel momento stesso in cui essa si compie. Secondo
questa convinzione, o leggenda, non ci sarebbe avvenimento sociale grande
o piccolo, tragico o lieto, scoperta scientifica o accordo politico ed
economico nei quali mancherebbe una regia occulta dei Templari che
continuano a cavalcare fra noi sotto mentite spoglie.
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